Miti e leggende sull’Etna

I Miti e leggende sull’Etna; ecco il vulcano chiamato anche Mongibello, è il più alto d’Europa e uno dei più attivi al mondo. Con i suoi 3340 Km di altezza e con un diametro di 45 km domina, maestoso sul golfo di Catania, da cui dista 30 km.

Diventata patrimonio dell’Unesco nel 2013, rappresenta una inestimabile fonte di meraviglia e bellezza per la moltitudine di visitatori attratti dal suo fascino e dalle sue improvvise e spettacolari eruzioni, che nel corso dei secoli lo hanno reso protagonista di numerosi miti e leggende.

Scopriamoli insieme alcuni miti e leggende sull’Etna:

La leggenda di Encelado, il terribile gigante

La mitologia greca narra che il gigante Encelado, il maggiore dei giganti e uno dei più temuti, figlio di Gea e di Urano decise di togliere il potere a Giove per governare lui il mondo.

Per raggiungere il cielo, aiutato dai suoi fratelli mise tutte le montagne del mondo una sopra l’altra. Quando furono vicini, Giove molto arrabbiato scagliò un fulmine sui giganti distruggendo tutte le montagne, che con i loro resti seppellirono i giganti.

Encelado sepolto sotto l’Etna, ferito, non riusciva ad uscire, e con la sua rabbia insostenibile cominciò a sputare fuoco e fiamme che risalirono e uscirono violentemente dal cratere del vulcano distruggendo tutto ciò che incontravano nel loro cammino..

I contadini della zona terrorizzati fuggirono per mettersi in salvo, ma fortunatamente Encelado placò la sua ira e si arrestò cosi la prima eruzione dell’Etna.

La rabbia di Encelado verso Giove continua ancora, e ogni tanto si fa sentire con nuove eruzioni e boati.

La leggenda di Aci e Galatea, storia di uno struggente amore

Il mito narra del grande amore di Aci, bellissimo e giovane pastore, figlio del dio Fauno e della ninfa Simetide, e di Galatea, la più amata e la più bella delle cinquanta nereidi (ninfe del mare).

Ma anche il ciclope Polifemo con un occhio solo in fronte si era invaghito della giovane ninfa, dalla quale era stato varie volte rifiutato e, una sera mentre gli innamorati si erano incontrati in riva al mare, accecato dalla gelosia scagliò un grosso masso contro Aci, uccidendolo.

Alla vista del corpo martoriato del suo innamorato Galatea cominciò a piangere, destando la compassione degli dei, che per consolarla trasformarono il sangue di Aci in un fiume che scendeva dai pendii dell’Etna e sfociava nel tratto di spiaggia dove i due si incontravano, dando così la possibilità ai due innamorati di stringersi in un abbraccio per l’eternità.

Sono diverse le località situate nella provincia di Catania che ci ricordano questo mito: Aci Catena, Aci Trezza, Aci San Filippo, Aci Sant’Antonio, Aci Castello, Aci Bonaccorsi.

La leggenda dei fratelli Pii, protagonisti di un miracolo

La leggenda narra di due giovani contadini, Anapia e Anfinomo, i quali, mentre lavoravano assieme ai loro anziani genitori, nei campi ai piedi del maestoso monte Etna, furono sorpresi da un’improvvisa violenta eruzione.

In preda alla paura iniziarono a correre per fuggire alla lava, ma i loro genitori non più giovani, non riuscivano a stargli dietro rimanendo abbastanza lontani.

I due giovani preoccupati per i loro genitori li presero sulle loro spalle, rallentando però la loro corsa, mentre la lava si avvicinava sempre più a loro.

Ad un tratto avvenne il miracolo, la lava ormai giunta ad un passo dai fratelli, si separò in due lingue di fuoco, lasciando incolumi i fratelli e i loro genitori.

I catanesi rimasero stupefatti da quanto accaduto e soprannominarono i due ragazzi “Fratelli Pii” e il luogo dove avvenne il miracolo, “Campi Pii”.

Il mito di Tifeo, il mostro con tre teste

Il mito narra di un gigante Tifeo, acerrimo nemico di Zeus, colpevole di aver sconfitto i Titani, anch’essi figli di Gea, Tifeo cercò di impadronirsi dell’Olimpo, e Zeus lo punì gettandolo dentro l’Etna, e da allora iniziò a sputare fiamme e fuoco.

Egli si trova così al di sotto dell’isola, in una posizione decisamente scomoda, sulla mano destra regge Peloro, sulla sinistra Pachino, Lilibeo si trova sulle sue gambe, e l’Etna sulla testa.

Tifeo, ancora inferocito con Zeus, vomita spesso sabbia e fiamme dalla bocca e quando prova a muoversi dalla sua posizione provoca terremoti..

Il mito di re Artù, sovrano di Camelot

Ferito dal figlio e sul punto di morte, il re volle che la sua spada spezzatesi durante il duello venisse riparata. L’arcangelo Gabriele che in quel momento passava da lì, volle esaudire l’ultimo desiderio di Artù e lo portò in Sicilia, sull’Etna, dove poté saldare con la lava la sua spada

Al suo risveglio rimase folgorato dalla bellezza del paesaggio, il mare che si vedeva in lontananza, il cielo azzurro, i bellissimi fiori colorati, il profumo degli agrumi.

Innamoratosi di queste bellezze, supplicò gli dei di farlo vivere ancora in quel paradiso. Esaudita la sua richiesta, il re costruì una grotta dentro l’Etna, dove poté continuare a vivere e vegliare affinché il vulcano non distruggesse quella meravigliosa natura.

Si dice oggi che il vulcano si sveglia e sputa lava quando re Artù torna in Inghilterra a portare i dolci frutti e i fiori della Sicilia ai bimbi inglesi

Secondo una leggenda inglese anche l’anima della regina Elisabetta I risiederebbe nel vulcano, dopo aver fatto un patto col diavolo in cambio del suo aiuto per governare il regno.

Si narra anche che, durante l’eruzione del 252 d.C. un anno dopo il martirio di santa Agata, i catanesi presero il velo della Santa, rimasto intatto dal fuoco del suo martirio, e ne invocarono il suo aiuto.

Subito l’eruzione cessò, e il velo divenne rosso sangue.Ancora oggi si invoca il nome della santa contro il fuoco e i fulmini.

A periodi abbastanza ravvicinati, questo magico e misterioso vulcano ci incanta con le sue spettacolari eruzioni, attirando l’attenzione e la curiosità di numerosi turisti da tutte le parti del mondo.

Vi abbiamo svelato solo alcuni dei miti e leggende sull’Etna, se vi è piaciuto l’articolo potete condividerlo o commentarlo, oppure se ne volete saperne di più potete contattarci per prenotare la vostra escursione sull’Etna.

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