La Sicilia è una terra ricca di fascino, di cultura e con alle spalle una storia millenaria. Molti popoli si sono avvicendati tra le vaste aree dell’isola nel corso dei secoli, ma se dovessimo chiederci chi tra di loro ha lasciato un’impronta indelebile nel dna dei siciliani e sul territorio, il nostro pensiero, sicuramente, volgerebbe ai greci.
La dominazione e colonizzazione greca in Sicilia hanno avuto origine nel VIII secolo A.C. e hanno portato, nel corso di circa due secoli, alla fondazione di alcune tra le città più belle e amate della regione: Taormina, Messina e Siracusa, ad esempio, possiedono e mostrano ancora con chiarezza i segni dell’antica dominazione ellenica, e sono proprio questi stessi reperti ad alimentare il loro fascino e a renderle mete gettonatissime tra chi viaggia in Sicilia.
Ma quali furono le altre colonie greche fondate in Sicilia? Organizziamo insieme un breve viaggio nel mito e andiamo a scoprire questi luoghi, la loro storia e dove poter ritrovare oggi le tracce della gloriosa civiltà ellenica.
Terra di Archimede, patria dei primi retori e culla di miti e leggende di cui ancora oggi risuonano gli echi, la Sicilia nella sua interezza può essere considerata un museo a cielo aperto. Un crocevia di popoli, genti e civiltà diverse: questo, nel corso dei millenni, è stata la Sicilia, e questo continua ad essere, in parte, ai giorni nostri.
Prima della dominazione spagnola, di quella normanna, e prima ancora dei bizantini – popolazioni che pur hanno lasciato importanti testimonianze del loro passaggio – furono i greci a fondare le prime colonie e città-stato sull’isola. In seguito al loro arrivo, circa nel 700 A.C., i greci cominciarono a fondare le prime colonie in Sicilia dapprima lungo la costa ionica della regione, spingendosi poi via via verso il suo interno.
È quindi ai greci che dobbiamo una prima affermazione della Sicilia come grande potenza nel Mediterraneo, soprattutto sotto il profilo culturale. I segni della loro antica ed enorme influenza sono visibili ancora oggi in moltissime zone della regione, tra templi, monumenti ed elementi architettonici di varia natura presenti nelle nostre città. E a proposito di città, il lascito dei greci si fa evidente già a partire dai loro nomi, rimasti in alcuni casi quasi invariati rispetto a quelli di origine.
Quali furono dunque le colonie fondate dal popolo greco in Sicilia?
Secondo una tesi largamente condivisa, la prima colonia greca fondata in Sicilia sarebbe stata quella di Naxos, coincidente con l’attuale territorio di Giardini Naxos. La sua nascita sarebbe da datarsi tra il 735 e 734 A.C., ad opera di coloni provenienti da Calcide, in Eubea, e dall’isola di Naxos, appartenente all’arcipelago delle Cicladi.
Alleata di Atene nelle campagne di lotta contro Siracusa, Naxos venne rasa al suolo per ordine di Dionigi di Siracusa dopo la sconfitta della capitale greca nel Peloponneso. In seguito alla sua distruzione, agli inizi del IV sec. A.C., gli esuli di Naxos si insediarono poco più a nord, dando vita a Tauromenion, l’odierna Taormina.
Taormina non ha bisogno di presentazioni. Perla della Sicilia Orientale, situata a pochi chilometri di distanza dal maestoso Monte Etna, Taormina conserva nel suo centro storico un monumento ricco di magia e meraviglia: il Teatro Greco, simbolo dei fasti dell’epoca magnogreca e, oggi, della identità cittadina.
La vista di cui si gode dagli antichi gradini del Teatro Greco è impareggiabile. L’Etna e la Baia di Giardini Naxos catturano lo sguardo, riempiendolo di bellezza.
E proprio questa stessa bellezza, secondo il mito, avrebbe ammaliato Teocle. Si narra infatti che Teocle, unico sopravvissuto a un naufragio causato dalle ire del dio Nettuno, sarebbe riuscito ad approdare miracolosamente su una spiaggia della Sicilia Ionica e incantato dal panorama circostante lì si sarebbe stabilito, dando vita così proprio all’insediamento di Giardini Naxos.

Un’altra tesi dibattuta sostiene che la prima colonia greca, in ordine cronologico di fondazione, sarebbe stata Messina, l’antica Zankle, poi rinominata in Messene. La datazione della sua nascita è piuttosto incerta e si aggira tra il 756 e 720 A.C.
Anche in questo caso, i coloni furono Calcidesi, a cui si aggiunsero i Cumani della Campania. Ma perché chiamare “Zankle” la nuova colonia? In lingua sicula “zancle” significa “falce”; il termine sarebbe stato scelto per via della conformazione della penisola di San Ranieri, penisola sabbiosa che abbraccia il porto storico di Messina e che ricorda, nella sua morfologia, proprio una falce.
Legata a Messina, e molto famosa, è la leggenda di Colapesce. Figlio di un pescatore, Colapesce aveva ereditato dal padre l’amore per il mare e trascorreva le sue giornate nuotando tra le dolci acque dello Stretto. Messo alla prova da Federico II di Svevia che gli intimò di recuperare alcuni oggetti dal fondo del mare, durante queste immersioni, secondo la leggenda, Colapesce notò tra gli abissi tre colonne, su cui si reggeva l’intera Sicilia. Notò però che una delle colonne risultava gravemente danneggiata e, per proteggere l’Isola e i suoi abitanti, Colapesce si sostituì ad essa, senza più riemergere dalle profondità del mare.

L’odierna Catania conserva quasi inalterato il suo nome greco, Katáne. L’etimologia del toponimo è incerta, ma esistono due tesi particolarmente suggestive e interessanti che ne spiegherebbero la natura, entrambe formulate dallo storico Plutarco.
Secondo la prima versione, il termine greco “katane” significherebbe “grattugia” e si presterebbe a rappresentare in maniera evocativa il territorio circostante, fatto di solchi e pietra lavica. La seconda versione si baserebbe invece sulla vicinanza geografica della città al Monte Etna, con il termine “katane” scomposto in: “katà”, ovvero “presso”, “vicino a”, e “Aitné”, antico nome greco con cui veniva nominato il vulcano. Dunque, letteralmente, “vicino al vulcano”. In entrambi i casi, emerge in maniera lampante il forte legame che esisteva e ancora tra Catania e l’imponente “Muntagna”.
Anche Catania vanta la presenza di un bellissimo Teatro Greco nel suo centro storico, ed è una città ricca di fascino, arte e bellezza. Tutta da scoprire!

Siracusa è un’altra tra le città siciliane in cui sarebbe impossibile non scorgere l’impronta di origine greca. Fondata nel 734 A.C., la città diede i natali ad Archimede e venne proclamata da Cicerone “la più bella e la più grande di tutte le città greche”.
Il fascino di Siracusa è effettivamente enorme ancora oggi. È qui che sorge il più antico tra i templi greci edificati in Sicilia, il Tempio di Apollo, di cui ancora si conservano e possono ammirare i resti all’interno del Parco Archeologico della Neapolis. In quest’area archeologica è possibile ammirare un’altra preziosissima opera d’arte, ovvero il Teatro greco-romano. La sua particolarità è quella di essere scavato interamente nella roccia e rappresenta il monumento più antico di tutto l’Occidente.

Altri siti di fondazione greca sono la meravigliosa Selinunte, Agrigento, Augusta e Milazzo. Selinunte e Agrigento, in particolare, affascinano e rapiscono con i loro templi quasi perfettamente conservati, che danno vita a due tra i parchi archeologici più sorprendenti e interessanti al mondo: la Valle dei Templi ad Agrigento (Patrimonio Unesco) e il Parco Archeologico di Selinunte, il più grande del Mediterraneo con i suoi circa 300 ettari di estensione. Per chi desidera immergersi in un viaggio nel mito e andare alla ricerca delle origini greche dell’isola, anche queste mete rappresentano tappe irrinunciabili.
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